Il Made in Italy alimentare non è un’espressione identitaria. È un sistema economico che nel 2025 ha superato i 73 miliardi di euro di export secondo i dati ISMEA e Istat, con una crescita costante negli ultimi anni. L’intera filiera agroalimentare, tra agricoltura, trasformazione e distribuzione, contribuisce per oltre 700 miliardi di euro al sistema produttivo nazionale. Parliamo di uno dei pilastri dell’economia italiana, non di una narrazione romantica.
Questo posizionamento non si fonda sui volumi, ma sulla capacità di mantenere un prezzo medio più alto rispetto a molti competitor internazionali. Il prodotto italiano viene scelto e pagato per la sua reputazione, per la forza delle denominazioni DOP e IGP, per la percezione di autenticità e coerenza. È un capitale costruito nel tempo, che si regge su filiere regolamentate, disciplinari produttivi e controlli strutturati.
Per chi vuole diventare professionista della ristorazione, questi dati non sono uno scenario astratto. Significano lavorare dentro un sistema che genera valore reale e che pretende competenza reale. Un ingrediente certificato non è solo un elemento di qualità: è una materia prima che richiede conoscenza tecnica, capacità di gestione e consapevolezza economica.
Conoscere una denominazione, comprenderne la resa, la stagionalità, il comportamento in lavorazione non è cultura generale. È mestiere.
Il mercato internazionale associa il Made in Italy a qualità e affidabilità. Questo crea opportunità occupazionali, ma anche aspettative elevate. Ogni piatto servito contribuisce a rafforzare o indebolire quella reputazione. La differenza tra appassionato e professionista sta nella capacità di garantire standard costanti, replicabilità dei risultati, controllo delle tecniche e gestione organizzativa del lavoro.
Entrare in cucina, in laboratorio di pasticceria o in panificazione oggi significa assumersi la responsabilità di un patrimonio economico e culturale che il mondo riconosce e remunera. La passione è un punto di partenza.
La formazione strutturata è ciò che permette di sostenere quel livello nel tempo. Il Made in Italy non si difende con l’orgoglio. Si difende con precisione, metodo e competenza quotidiana.