09 Agosto 2020

Giuseppe Rizzo

Classe 1968, Giuseppe Rizzo sta scrivendo una storia interessante a Vittuone, nella cintura Nord-Ovest del Milanese. I genitori, mamma di Benevento e papà di Battipaglia, a fine anni Settanta rilevano una trattoria di paese e nel 1988 comprano l’Angolo, abitazione trasformata in ristorante-pizzeria: piatti della cucina del Sud, «con tante verdure e legumi», e la pizza, la tradizionale tonda napoletana col cornicione alto. Negli anni Novanta gli equilibri cambiano e inizia a prevalere l’ambizione per la qualità del figlio Giuseppe, un autodidatta folgorato sulla via del lievito madre da Eugenio Pol. È il leggendario panificatore della Valsesia a convincerlo a imparare i concetti di pizza gourmet da un altro asso del disco di pasta, Simone Padoan dei Tigli di San Bonifacio.

09 Agosto 2020

Corrado Scaglione

Classe 1966, Corrado è un pizzaiolo molto apprezzato e stimato. E’ stato Campione del mondo STG nel 2011 ed è Coordinatore Fiduciario dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, ma nella sua storia professionale c’è anche un lungo periodo trascorso nelle cucine di alcuni importanti ristoranti come l’Enoteca Pinchiorri di Firenze.

La ristorazione è una passione di famiglia, famiglia che lo ha ispirato a frequentare la scuola alberghiera e da cui nel 1992 Scaglione ha ereditato l’Enosteria Lipen di Canonica Lambro, in Brianza. Dieci anni dopo, a 36 anni, avviene la laica conversione al verbo della pizza napoletana, la “pizza con la N maiuscola”, come la definisce lo stesso Corrado. Un’icona assoluta della gastronomia italiana a cui accostarsi con rispetto e con molta voglia di studiare, di perfezionarsi. E da interpretare però con creatività.

Scaglione parte dunque dalla tradizione sentendosi però sempre libero di sperimentare e giocare con le materie prime, di lavorare sugli impasti a lunga lievitazione, di perfezionare la cottura in forno a legna.