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01 Luglio 2020

Applicazioni e tecnologia

Idee innovative per aiutare la ristorazione

Non è ancora chiaro quanto sia costata al settore della ristorazione la crisi provocata dal Coronavirus. L’inchiesta Coronavirus e Ristorazione a cura del magazine online Fine Dining Lovers ha evidenziato che ricostruire e riprogettare sono elementi prioritari per risollevare l’industria della ristorazione tanto che il 65% (59% in Italia) degli intervistati ritiene che i professionisti avranno un ruolo essenziale nella ripresa del settore e che la loro esperienza e professionalità saranno fondamentali nelle prime fasi di costruzione di un nuovo panorama gastronomico. Il 69% crede nell’importanza dell’introduzione di nuovi modelli di business, mentre il 23% si augura una radicale evoluzione dell’intero comparto. Tutti i risultati dell’inchiesta sono consultabili qui e qui. Il tema della sicurezza è cruciale per favorire il ritorno del pubblico al ristorante e ai consumatori manca decisamente l’esperienza di un pasto fuoricasa.

Distanziamento tra i tavoli, dispenser con gel igienizzante e impiego di mascherine e guanti, ma soprattutto gestione accurata dell’afflusso dei clienti grazie a sistemi di prenotazione, sono elementi indispensabili per garantire l’accoglienza degli ospiti in sicurezza. Per aiutare la ristorazione a ripartire sono nate anche diverse start up con idee innovative. Eccone alcune.

Il menù è digitale

L’app MyContactless Menù, lanciata dall'ideatore di MyCia, Pietro Ruffoni, prevede il menù digitale, prenotazione online del tavolo con gestione degli ingressi e pagamento dallo smartphone. "My Contactless Menù - spiega l'azienda in una nota - manda in soffitta il vecchio menù cartaceo, impossibile da igienizzare, offrendo il primo menù digitale 4.0, che traduce in maniera istantanea in 60 lingue". Il cliente può visionarlo, completo dei valori nutrizionali e calorici dei piatti, attraverso la semplice scansione via smartphone di un QR Code posizionato sul tavolo dal ristoratore, e potrà ricevere il conto in formato digitale pagandolo dallo smartphone. In questo modo si evitano passaggi di carte, comande e strumenti di pagamento di mano in mano.

Wonder menù, è l’applicazione che prevede la comanda virtuale gratuita per consentire ai ristoratori di lavorare in tutta sicurezza, con un investimento pari a zero. Lanciata dalla Digitrend, società specializzata in servizi di trasformazione digitale e Adv data driven, è pensata per il settore della ristorazione con tutti i limiti imposti dalla crisi Covid19. L’app è raggiungibile da qualunque smartphone ed è in grado di ricevere la comanda, sottoporla alla cucina e stamparla ed avvisa il cliente sullo stato di preparazione del suo ordine fin quando ciascun piatto è pronto.

Piattaforme made in Italy

Nasce nel cuore della Food Valley, a Salsomaggiore Terme (in provincia di Parma), Mordy.it, la piattaforma gratuita creata per supportare tutte le attività che hanno necessità di esporre ai propri clienti menù o listini prezzi, trasformandoli in digitale. Il sistema prevede il QR Code sui tavoli e/o nelle vetrine dei locali, i clienti possono inquadrarli con il proprio smartphone e scorrere il menù, che può essere condiviso anche sui social network e attraverso Whatsapp. Per usufruirne non è necessario scaricare nessuna app, né per il gestore né per i clienti.

Gli imprenditori vesuviani Tommaso Cutolo e sua moglie Autilia Casillo, fondatori della App campana Gustavolo dedicata al mondo della ristorazione, hanno pensato di mettere gratuitamente a disposizione la loro creatura per sostenere la ripartenza del settore. Una sorta di manager digitale per gestire le prenotazioni, che consente di avere sotto controllo il numero di persone da ricevere, conoscere l’identità degli ospiti presenti nonché evitare code e assembramenti all’esterno del locale. I clienti sono incentivati a utilizzare il servizio grazie all’assegnazione di premi istantanei che puntano alla valorizzazione del territorio (ingressi a siti archeologici della Campania e al Parco nazionale del Vesuvio).

Con l'app GOTOEAT, si può preordinare attraverso il menù digitale quello che vuoi mangiare nei ristoranti che hanno aderito, consentendo una riduzione dei tempi di attesa (attesa del tavolo, attesa del cibo, coda alla cassa). In questo modo, anche una veloce pausa pranzo diventa un momento per fermarsi senza subire ulteriore stress. Tra le opzioni previste c’è anche quella di prenotare il servizio take away e di consegna a domicilio o in ufficio. I ristoratori potranno massimizzare i loro profitti tramite l’ottimizzazione del turnover dei tavoli (40% in più) e la presenza del personale di sala, oltre ad organizzare meglio la presenza delle materie prime in cucina limitando anche gli sprechi. L’app è tutta made in Italy e gestita da un team di giovani imprenditori.

A cura di Mariacristina Coppeto

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06 Maggio 2020

Ripartire si, ma come?

Ancora tante rinunce e tante incertezze a causa dell’emergenza sanitaria anche se i numeri, pure qui in Lombardia, sembrano essere meno critici rispetto alle settimane passate. Non possiamo farci trovare impreparati, la fase 2 post Covid-19 è avviata e dovremmo essere pronti a una graduale riapertura del paese. Il tema scuola, che per ovvie ragioni ci riguarda da vicino, è ancora troppo poco sotto i riflettori.

Ognuno fa e deve fare la sua parte dice il sindaco di Milano Beppe Sala che ogni giorno sui suoi canali social racconta gli impegni del comune e pone l’accento su cosa è necessario fare chiarezza in questo periodo di crisi e di passaggio. “Sulle scuole, il sistema educativo italiano ha un’offerta ottima ma la risposta è debole – ha dichiarato il primo cittadino di Milano giorni fa durante il suo appuntamento quotidiano sul web - altri pensano di riaprire, noi diciamo a settembre, ma qui ci vuole un po’ di fantasia”. Bisogna inventarsi qualcosa di diverso, seve la capacità di gestire la criticità, non ci si può arrendere di fronte a un problema grosso, che non nasce oggi. “Andiamo contro la cultura del non si può”, afferma Sala.

La legittima richiesta di soluzione di fronte ai problemi necessita uno spirito collaborativo, ma l’istruzione comprende anche le scuole di alta formazione professionale come Congusto Gourmet Institute, mentre è necessaria una distinzione tra scuola pubblica e privata oltre che tra grandi e piccole realtà. Federico Lorefice, Ceo e founder di Congusto, ci tiene a sottolineare questi ed altri aspetti: “L’importanza della continuità nella formazione è legata a doppio filo con il mondo della ristorazione. È importante un piano concreto per la ripresa anche a sostegno delle imprese della ristorazione dove Enti di formazione come Congusto Gourmet Institute mandano i propri allievi in stage a completamento del loro percorso che parte in aula con numeri già contigentati a garanzia di una didattica più efficace. Occorre ancora di più coesione tra mondo della ristorazione e formazione in una fase così delicata per il nostro paese”.

In Europa alcuni paesi hanno iniziato prima ad allentare con gradualità le misure per contenere il contagio da coronavirus. La Danimarca per esempio ha riaperto le scuole il 15 aprile. Classi suddivise in gruppi più piccoli, banchi posizionati a circa 2 metri di distanza e durante la ricreazione ci si raduna in gruppetti. All’arrivo a scuola gli allievi si lavano subito le mani e sul pavimento ci sono dei segnali che indicano le distanze da rispettare, mentre i bidelli disinfettano tutto almeno due volte al giorno. (Fonte Il Post). Giusto? Sbagliato? Lo sapremo tra qualche settimana.

E in una Scuola di Alta Formazione Professionale come la nostra, quali sarebbero gli accorgimenti da mettere in opera per garantire le condizioni imprescindibili e consentire la ripresa delle attività didattiche in sede nel rispetto del distanziamento?

Le nostre classi sono solitamente composte da un numero massimo di 15 partecipanti per garantire il pieno coinvolgimento di tutti gli allievi nelle fasi operative delle lezioni e per rendere la didattica più efficace. In attesa che arrivi un decreto con le linee guida, ci adeguiamo a ciò che accade intorno a noi. I nostri corsi professionali, almeno per la parte teorica, da settimane proseguono online tra materiali di approfondimento, chat, podcast su temi specifici e tutorial. Le lezioni in diretta sulla piattaforma di insegnamento a distanza, procedono con successo grazie all'impegno di tutto lo staff, docenti, tutor e allievi. Cerchiamo di ricreare una dimensione autentica e coinvolgente, non allontaniamo il confronto né il dialogo né tantomeno l’approccio pratico, ricco di esercitazioni e suggerimenti. La tecnologia ha cambiato da tempo le nostre vite e in questo momento complicato è nostra alleata più che mai. Vogliamo vedere nell'e-learning un'opportunità straordinaria che ci porteremo dietro e che arricchirà il bagaglio culturale sia nostro che dei discenti.

La passione e la tenacia dei nostri allievi è messa a dura prova, ne siamo consapevoli, ma ne usciremo più forti e determinati di prima.