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25 Settembre 2020

Benvenuto, Riccardo Magni!

Il corso di alta formazione di pasticceria ha un nuovo punto di riferimento. Riccardo Magni, chef pasticcere, formatore, consulente e autore di libri con una lunga esperienza nel settore, sia nazionale che internazionale, assume il ruolo di Coordinatore didattico del corso professionale per pasticciere. Riccardo Magni, arriverà a supporto del collega Roberto Carcangiu, Direttore didattico del Campus.

Magni sarà un punto di riferimento costante sia per gli allievi del corso di pasticceria che per i colleghi docenti e metterà a disposizione degli studenti di Congusto tutta la sua esperienza e competenza. Si è formato e ha lavorato in contesti di alto livello tra i quali il Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, il ristorante l’Albereta del pluristellato Gualtiero Marchesi, la storica pasticceria confetteria Cova di Milano, la pasticceria “Balzer 1850” locale storico di Bergamo, solo per citarne alcuni.
Siamo davvero lieti di aver dato il via a questa preziosa collaborazione e auguriamo a Riccardo Magni buon lavoro, – commenta Federico Lorefice, CEO del Congusto Gourmet Institute – come Ente di formazione riconosciuto dalla Regione Lombardia  è fondamentale avvalerci di figure di rilievo che guidino i nostri studenti, fornendo loro gli strumenti e la grinta necessari per affrontare il mondo del lavoro con professionalità”.

Le ultime tendenze confermano l’interesse dei giovani nei riguardi del settore e la voglia di trasformare una grande passione in un mestiere. I corsi di alta formazione professionale concepiti da Congusto Gourmet Institute hanno tra gli obiettivi quello di sviluppare il talento degli allievi e fornire loro le competenze necessarie per entrare nel mondo del professionismo dalla porta principale.
Il percorso dedicato ai futuri pasticceri si concentra sull’insegnamento delle tecniche di pasticceria base, la lavorazione del cioccolato e del gelato, senza tralasciare gli aspetti gestionali di laboratorio e prevede sei mesi di formazione, tra lezioni teoriche, pratiche e tirocinio formativo. La Scuola rilascia un attestato di certificazione delle competenze valido in tutta Europa e collabora con partner prestigiosi per il tirocinio, alcuni tra i migliori ristoranti e pasticcerie d’Italia, ma anche molti hotel di lusso e catene della grande distribuzione, tra cui la Pasticceria Knam, il Mandarin Oriental, Peck, Cracco in Galleria.

La formazione in pasticceria, o più in generale nel mondo food – sostiene Magni - ha un’importanza assolutamente strategica per il professionista, o futuro addetto, che desidera affacciarsi a questo mondo con il proposito di viverlo da protagonista con una visione attuale e moderna. E aggiungo, è un modus che deve necessariamente accompagnare tutto il proprio percorso professionale”.
Il corso di alta formazione per pasticcere è rivolto a principianti che vogliono migliorare o costruirsi un nuovo futuro professionale, ma anche ad appassionati di cucina, pasticceria e ristorazione in genere che vogliono farne un mestiere. Tra gli iscritti ci sono molti diplomati di Istituti alberghieri che desiderano migliorare le proprie competenze, ma anche operatori del settore e lavoratori del mondo Ho.Re.Ca. che non hanno seguito un percorso formativo efficace.

A cura della redazione

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01 Luglio 2020

Applicazioni e tecnologia

Idee innovative per aiutare la ristorazione

Non è ancora chiaro quanto sia costata al settore della ristorazione la crisi provocata dal Coronavirus. L’inchiesta Coronavirus e Ristorazione a cura del magazine online Fine Dining Lovers ha evidenziato che ricostruire e riprogettare sono elementi prioritari per risollevare l’industria della ristorazione tanto che il 65% (59% in Italia) degli intervistati ritiene che i professionisti avranno un ruolo essenziale nella ripresa del settore e che la loro esperienza e professionalità saranno fondamentali nelle prime fasi di costruzione di un nuovo panorama gastronomico. Il 69% crede nell’importanza dell’introduzione di nuovi modelli di business, mentre il 23% si augura una radicale evoluzione dell’intero comparto. Tutti i risultati dell’inchiesta sono consultabili qui e qui. Il tema della sicurezza è cruciale per favorire il ritorno del pubblico al ristorante e ai consumatori manca decisamente l’esperienza di un pasto fuoricasa.

Distanziamento tra i tavoli, dispenser con gel igienizzante e impiego di mascherine e guanti, ma soprattutto gestione accurata dell’afflusso dei clienti grazie a sistemi di prenotazione, sono elementi indispensabili per garantire l’accoglienza degli ospiti in sicurezza. Per aiutare la ristorazione a ripartire sono nate anche diverse start up con idee innovative. Eccone alcune.

Il menù è digitale

L’app MyContactless Menù, lanciata dall'ideatore di MyCia, Pietro Ruffoni, prevede il menù digitale, prenotazione online del tavolo con gestione degli ingressi e pagamento dallo smartphone. "My Contactless Menù - spiega l'azienda in una nota - manda in soffitta il vecchio menù cartaceo, impossibile da igienizzare, offrendo il primo menù digitale 4.0, che traduce in maniera istantanea in 60 lingue". Il cliente può visionarlo, completo dei valori nutrizionali e calorici dei piatti, attraverso la semplice scansione via smartphone di un QR Code posizionato sul tavolo dal ristoratore, e potrà ricevere il conto in formato digitale pagandolo dallo smartphone. In questo modo si evitano passaggi di carte, comande e strumenti di pagamento di mano in mano.

Wonder menù, è l’applicazione che prevede la comanda virtuale gratuita per consentire ai ristoratori di lavorare in tutta sicurezza, con un investimento pari a zero. Lanciata dalla Digitrend, società specializzata in servizi di trasformazione digitale e Adv data driven, è pensata per il settore della ristorazione con tutti i limiti imposti dalla crisi Covid19. L’app è raggiungibile da qualunque smartphone ed è in grado di ricevere la comanda, sottoporla alla cucina e stamparla ed avvisa il cliente sullo stato di preparazione del suo ordine fin quando ciascun piatto è pronto.

Piattaforme made in Italy

Nasce nel cuore della Food Valley, a Salsomaggiore Terme (in provincia di Parma), Mordy.it, la piattaforma gratuita creata per supportare tutte le attività che hanno necessità di esporre ai propri clienti menù o listini prezzi, trasformandoli in digitale. Il sistema prevede il QR Code sui tavoli e/o nelle vetrine dei locali, i clienti possono inquadrarli con il proprio smartphone e scorrere il menù, che può essere condiviso anche sui social network e attraverso Whatsapp. Per usufruirne non è necessario scaricare nessuna app, né per il gestore né per i clienti.

Gli imprenditori vesuviani Tommaso Cutolo e sua moglie Autilia Casillo, fondatori della App campana Gustavolo dedicata al mondo della ristorazione, hanno pensato di mettere gratuitamente a disposizione la loro creatura per sostenere la ripartenza del settore. Una sorta di manager digitale per gestire le prenotazioni, che consente di avere sotto controllo il numero di persone da ricevere, conoscere l’identità degli ospiti presenti nonché evitare code e assembramenti all’esterno del locale. I clienti sono incentivati a utilizzare il servizio grazie all’assegnazione di premi istantanei che puntano alla valorizzazione del territorio (ingressi a siti archeologici della Campania e al Parco nazionale del Vesuvio).

Con l'app GOTOEAT, si può preordinare attraverso il menù digitale quello che vuoi mangiare nei ristoranti che hanno aderito, consentendo una riduzione dei tempi di attesa (attesa del tavolo, attesa del cibo, coda alla cassa). In questo modo, anche una veloce pausa pranzo diventa un momento per fermarsi senza subire ulteriore stress. Tra le opzioni previste c’è anche quella di prenotare il servizio take away e di consegna a domicilio o in ufficio. I ristoratori potranno massimizzare i loro profitti tramite l’ottimizzazione del turnover dei tavoli (40% in più) e la presenza del personale di sala, oltre ad organizzare meglio la presenza delle materie prime in cucina limitando anche gli sprechi. L’app è tutta made in Italy e gestita da un team di giovani imprenditori.

A cura di Mariacristina Coppeto

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09 Giugno 2020

Imparare a progettare il futuro

Progettare il proprio futuro, imparare a costruirlo, immaginare una prospettiva. In pratica, chiedersi chi si vuole diventare da grande. Un quesito che da giovani ci si dovrebbe porre spesso e nulla, o quasi, dovrebbe essere lasciato al caso.

Tutto ciò implica fare delle scelte che avranno una ricaduta sul domani. No, non è facile immaginare e progettare il proprio futuro e proiettarsi tra qualche anno. Avere delle idee di base, porsi degli obiettivi realizzabili e realistici e cominciare a fare oggi delle scelte che condizioneranno il domani, è un buon punto di partenza. Piccoli passi da muovere con la consapevolezza che si può anche cambiare o deviare la strada se non si rivela quella giusta, senza considerarlo necessariamente un fallimento.

La curiosità di sicuro aiuta ad ampliare il proprio background e il patrimonio di conoscenze e informazioni che consentiranno di operare scelte appropriate, magari facendo ricorso anche ad un pizzico di audacia utile per superare gli ostacoli. Il mantra è: non smettere mai di studiare e imparare.

Troppo spesso questa fase progettuale viene messa da parte in favore del vivere giorno per giorno. Come Ente di Formazione ci capita di riscontrare questo tipo di atteggiamento anche da parte di alcuni allievi, mossi da entusiasmo e passione, ma ancora poco inclini a chiedersi cosa sarà domani. Congusto è una scuola che ha tra i suoi obiettivi quello di insegnare un mestiere, gettare le basi per un futuro professionale e contemporaneamente alimentare la passione e il talento dei propri allievi. Ma, assume anche il ruolo di guida quotidiana, accompagnando il percorso di crescita dei singoli studenti, sostenendoli nella ricerca di un’occupazione e nell’aggiornamento, cercando di instaurare un legame saldo da mantenere nel tempo.

Il settore della formazione gastronomica è legato a doppio filo con quello della ristorazione, che in questo momento storico sta cercando di rimettersi in moto. Oggi più che mai diventa opportuno per un futuro professionista cuoco o pasticcere chiedersi dove si vede tra qualche tempo. Un tema da tenere a mente anche durante la fase propedeutica alla scelta dello stage, ovvero quell’esperienza formativa che serve ad acquisire competenze pratiche sul campo. L’esperienza dovrà essere arricchente, aumentare le competenze, quindi lo stage andrà scelto in base alle opportunità che può offrire e non solo perché un tale chef o pasticcere è più o meno simpatico di un altro o più o meno esposto mediaticamente.

Quello che può sembrare un mondo fatto solo di doveri, che ovviamente ci sono e vanno rispettati, va però alimentato senza perdere mai di vista ciò che si ama fare, accettando le sfide, correndo talvolta anche dei rischi per imparare a superare i propri limiti. In pratica tutto ciò significa crescere, sia umanamente che professionalmente.

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06 Maggio 2020

Ripartire si, ma come?

Ancora tante rinunce e tante incertezze a causa dell’emergenza sanitaria anche se i numeri, pure qui in Lombardia, sembrano essere meno critici rispetto alle settimane passate. Non possiamo farci trovare impreparati, la fase 2 post Covid-19 è avviata e dovremmo essere pronti a una graduale riapertura del paese. Il tema scuola, che per ovvie ragioni ci riguarda da vicino, è ancora troppo poco sotto i riflettori.

Ognuno fa e deve fare la sua parte dice il sindaco di Milano Beppe Sala che ogni giorno sui suoi canali social racconta gli impegni del comune e pone l’accento su cosa è necessario fare chiarezza in questo periodo di crisi e di passaggio. “Sulle scuole, il sistema educativo italiano ha un’offerta ottima ma la risposta è debole – ha dichiarato il primo cittadino di Milano giorni fa durante il suo appuntamento quotidiano sul web - altri pensano di riaprire, noi diciamo a settembre, ma qui ci vuole un po’ di fantasia”. Bisogna inventarsi qualcosa di diverso, seve la capacità di gestire la criticità, non ci si può arrendere di fronte a un problema grosso, che non nasce oggi. “Andiamo contro la cultura del non si può”, afferma Sala.

La legittima richiesta di soluzione di fronte ai problemi necessita uno spirito collaborativo, ma l’istruzione comprende anche le scuole di alta formazione professionale come Congusto Gourmet Institute, mentre è necessaria una distinzione tra scuola pubblica e privata oltre che tra grandi e piccole realtà. Federico Lorefice, Ceo e founder di Congusto, ci tiene a sottolineare questi ed altri aspetti: “L’importanza della continuità nella formazione è legata a doppio filo con il mondo della ristorazione. È importante un piano concreto per la ripresa anche a sostegno delle imprese della ristorazione dove Enti di formazione come Congusto Gourmet Institute mandano i propri allievi in stage a completamento del loro percorso che parte in aula con numeri già contigentati a garanzia di una didattica più efficace. Occorre ancora di più coesione tra mondo della ristorazione e formazione in una fase così delicata per il nostro paese”.

In Europa alcuni paesi hanno iniziato prima ad allentare con gradualità le misure per contenere il contagio da coronavirus. La Danimarca per esempio ha riaperto le scuole il 15 aprile. Classi suddivise in gruppi più piccoli, banchi posizionati a circa 2 metri di distanza e durante la ricreazione ci si raduna in gruppetti. All’arrivo a scuola gli allievi si lavano subito le mani e sul pavimento ci sono dei segnali che indicano le distanze da rispettare, mentre i bidelli disinfettano tutto almeno due volte al giorno. (Fonte Il Post). Giusto? Sbagliato? Lo sapremo tra qualche settimana.

E in una Scuola di Alta Formazione Professionale come la nostra, quali sarebbero gli accorgimenti da mettere in opera per garantire le condizioni imprescindibili e consentire la ripresa delle attività didattiche in sede nel rispetto del distanziamento?

Le nostre classi sono solitamente composte da un numero massimo di 15 partecipanti per garantire il pieno coinvolgimento di tutti gli allievi nelle fasi operative delle lezioni e per rendere la didattica più efficace. In attesa che arrivi un decreto con le linee guida, ci adeguiamo a ciò che accade intorno a noi. I nostri corsi professionali, almeno per la parte teorica, da settimane proseguono online tra materiali di approfondimento, chat, podcast su temi specifici e tutorial. Le lezioni in diretta sulla piattaforma di insegnamento a distanza, procedono con successo grazie all'impegno di tutto lo staff, docenti, tutor e allievi. Cerchiamo di ricreare una dimensione autentica e coinvolgente, non allontaniamo il confronto né il dialogo né tantomeno l’approccio pratico, ricco di esercitazioni e suggerimenti. La tecnologia ha cambiato da tempo le nostre vite e in questo momento complicato è nostra alleata più che mai. Vogliamo vedere nell'e-learning un'opportunità straordinaria che ci porteremo dietro e che arricchirà il bagaglio culturale sia nostro che dei discenti.

La passione e la tenacia dei nostri allievi è messa a dura prova, ne siamo consapevoli, ma ne usciremo più forti e determinati di prima.

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04 Maggio 2020

L’appello delle grandi Scuole di Arte e Mestiere italiane

Congusto Gourmet Institute si unisce all'appello promosso da ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana e oltre venti altre grandi Scuole di Arte & Mestiere italiane, per sensibilizzare le istituzioni sull'adozione di misure specifiche per la riapertura delle attività didattiche di realtà formative che hanno nella pratica la parte fondante della loro attività.

«Dobbiamo esserci continuando la formazione, poiché un paese senza scuola di mestieri applicati perde completamente non solo il presente ma sopratutto il futuro delle aziende legate ai mestieri di qualità» spiega il nostro Founder & CEO Federico Lorefice. Gli fa eco Roberto Carcangiu, Direttore didattico del Campus Congusto: «l’importanza della continuità nella formazione è legata a doppio filo con il mondo della ristorazione. È importante un piano concreto per la ripresa anche a sostegno delle imprese della ristorazione dove Enti di formazione come Congusto Gourmet Institute mandano i propri allievi in stage a completamento del loro percorso. Occorre ancora di più coesione tra mondo della ristorazione e formazione in una fase così delicata per il nostro paese».

Qui di seguito il testo integrale dell’Appello inviato a:

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – Signor Presidente/Onorevole Giuseppe Conte
MINISTERO DELLA SALUTE – Ministro Onorevole Roberto Speranza
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – Ministra Onorevole Lucia Azzolina
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Ministro Onorevole Stefano Patuanelli
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI E PER IL TURISMO – Ministro Onorevole Dario Franceschin

Con il presente Appello, gli Istituti di Arte e Mestiere (Scuole o Accademie), con il supporto della Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte di Milano, desiderano far presente alle Autorità in indirizzo, la sostanziale diversità delle nostre realtà formative rispetto alle modalità con cui vengono somministrate le lezioni da parte delle Scuole pubbliche e Università basate sostanzialmente su un insegnamento teorico, rispetto alla prevalente modalità esperienziale e pratica che caratterizza la nostra didattica. 

La nostra preoccupazione deriva ovviamente dagli effetti che potrebbero avere le ultime disposizioni in materia di apertura e chiusura del sistema scolastico che se così applicate, in modo generalista, potrebbero procurare dei danni alle nostre realtà di gravissimo rilievo. 

Sottolineiamo che la didattica di queste strutture formative in cui si insegnano e tramandano i mestieri d’arte della tradizione italiana, fondamento imprescindibile del nostro Made in Italy, è fortemente e prevalentemente basata sull’attività pratica di laboratorio e che gran parte delle nostre Scuole occupano un gran numero di dipendenti, aiutando inoltre lo sviluppo ed il mantenimento dell’occupazione di molti giovani che proprio per il mezzo dei nostri percorsi formativi, trovano importanti lavori in Italia ed all’estero.

A tal proposito i firmatari del presente Appello si fanno estensori della richiesta di una misura specifica per le nostre realtà, rispetto a quanto attualmente deliberato nella recente normativa (riferimento del DCPM Scuola).  

L’esigenza delle Scuole qui rappresentate è quindi quella di aprire il prima possibile un tavolo di confronto per ricercare una soluzione che, pur nel rispetto dei temi di sicurezza della salute che evidentemente sono oggi prioritari, possano venire incontro anche alle esigenze delle nostre strutture. 

Dobbiamo in tutti i modi evitare il danno gravissimo, in alcuni casi irrimediabile, che deriverebbe alle nostre realtà, con una perdita straordinaria di competenze e di professionalità che il Paese soprattutto in questo momento crediamo non possa assolutamente permettersi.

Certi di trovare attenzione e ascolto, ci rendiamo subito disponibili per un dialogo al fine di trovare congiuntamente soluzioni con tutta l'urgenza possibile. 

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30 Aprile 2020

Congusto in Pillole: il podcast gastronomico per professionisti

Congusto in pillole è un’Audiodispensa gastronomica dedicata alla pasticceria e alla cucina professionale

Abbiamo affrontato l’emergenza di queste settimane continuando a lavorare e a cercare soluzioni alternative per consentire ai nostri allievi di proseguire, anche a distanza, il percorso formativo. Le attività di e-learning, dopo circa due mesi di operatività, sono ormai uno strumento consolidato, e oggi introduciamo nuovi contenuti attraverso la divulgazione di podcast dedicati alla pasticceria e alla cucina professionale.
Nasce Il canale podcast Congusto in pillole.

Cos'è Congusto in pillole

Congusto in pillole è un’Audiodispensa gastronomica dedicata alla pasticceria e alla cucina professionale, con la partecipazione di tanti professionisti del settore. Un ciclo di lezioni che si avvale di una didattica innovativa per raccontare temi quali il mestiere del cuoco e del pasticcere, le tecniche di cucina, gli ingredienti e tanto altro.

Perché nasce

La formazione a distanza va arricchita costantemente, resa coinvolgente e interessante. A rafforzare il valore del metodo di insegnamento virtuale, arrivano mezzi più attuali e moderni. I podcast di Congusto Goumet Institute nascono proprio per integrare il percorso formativo degli allievi dei corsi professionali, ma rappresentano anche uno strumento di divulgazione della cucina e della pasticceria professionale. “Supportare i nostri studenti in ogni modo è il nostro principale obiettivo in questo momento – spiega Federico Lorefice, fondatore e direttore di Congusto Gourmet Insitute – e la costante ricerca di soluzioni che possano essere una risposta utile a far fronte all’emergenza in atto ci sta portando ad elaborare nuovi metodi e nuovi contenuti, volti a mantenere stretto il legame con gli allievi e a fornire approfondimenti da un lato, e a coinvolgere nel settore della formazione in ambito food un pubblico più ampio dall’altro, per questo abbiamo scelto di condividere i podcast attraverso le piattaforme più diffuse”.

I contenuti delle puntate

Ogni puntata ha una durata di circa 25 minuti ed è dedicata ad un argomento specifico introdotto dalla voce di Samanta Cornaviera, speaker e grande appassionata di cucina, sotto la guida di Anna Prandoni, giornalista e scrittrice. La prima lezione si concentra sulla lavorazione del cioccolato, mentre nei capitoli successivi il tema si sposterà sulla preparazione dei dolci da ristorazione, per poi entrare nel vivo della cucina professionale con contenuti tecnici e formativi.

I protagonisti

Il protagonista del primo capitolo dell’Audiodispensa gastronomica di Congusto è il Pastry Chef del Four Seasons di Milano, Daniele Bonzi, autore della famosa Chocolate Room dell’Hotel, con una lezione dedicata - ça va sans dire - al cioccolato, per poi approfondire nella seconda puntata il tema dei dessert al piatto, ovvero la pasticceria da ristorazione.

Per quanto riguarda la cucina professionale, nel terzo episodio interverrà lo chef Philippe Léveilleé del Miramonti l’Altro, due stelle Michelin. Il cuoco bretone che cucina italiano in provincia di Brescia, scandaglierà il mestiere del cuoco, un ruolo che prevede una lunga formazione fatta di grande rigore e disciplina.

Gli episodi successivi metteranno in luce contenuti tecnici e formativi, fondamentali per chi desidera svolgere questa attività per professione. Michelangelo Mammoliti de La Mardenassa - chef due stelle Michelin - ha imparato a fare il cuoco nei più grandi ristoranti del mondo. I suoi maestri – tra gli altri - sono stati Marchesi, Ducasse, Alléno. “La mia cucina è essenziale, comprensibile, naturale ma soprattutto legata ai miei ricordi”, ha dichiarato lo chef, amante di radici, germogli ed erbe selvatiche.

Tra gli altri professionisti impegnati a fornire preziosi contributi per gli studenti (e non solo), c’è anche Roberto Carcangiu, Direttore Didattico di Congusto, consulente e formatore esperto: “Il mio obiettivo – afferma - è divulgare una cucina che rispetti alcuni valori importanti: qualità, etica, professionalità”.

Dove si può ascoltare?

Congusto in pillole è disponibile su tutte le migliori piattaforme podcast, tra queste Spotify, Apple Podcasts, Google e Spreaker. I podcast possono essere ascoltati da tutti.

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23 Aprile 2020

L’App TrustDelivery: cibo a domicilio sicuro e garantito

Il comparto ristorazione, tra i più colpiti dall'emergenza Covid-19, vede nel food delivery una grande opportunità. Igiene, procedure di sanificazione e percorso del piatto sono diventati prioritari soprattutto per il consumatore che acquista a domicilio.

Quali sono le procedure di sicurezza applicate dal ristoratore nella preparazione e nel confezionamento del piatto? E quali sono quelle del rider? E ancora il package viene sigillato correttamente? 

A queste domande risponde trustDelivery, un’applicazione realizzata dalla startup del settore food pOsti in partnership con EY (società di servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza) che prevede, per il ristoratore e per il rider, l’esecuzione di una checklist di misure messa a punto dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) - conformi alle linee guida di sicurezza alimentare - che monitorano con un sigillo di garanzia digitale la preparazione, il confezionamento e la consegna del cibo. Il consumatore può verificare attraverso un Qr code che il suo piatto è sicuro.

Il rispetto di queste misure di sicurezza e la loro tracciabilità in blockchain, garantisce e tranquillizza il consumatore che ordina cibo a domicilio.

Ogni confezione avrà un’etichetta-sigillo antimanomissione con un QR-code applicato dal ristoratore che il consumatore potrà consultare per verificare le procedure di sicurezza eseguite periodicamente dal ristoratore e dai rider e recensire la sua esperienza di delivery con particolare riferimento al rispetto da parte del rider di tutti i presidi di sicurezza previsti. Naturalmente la verifica continua delle informazioni rese sarà assicurata da uno smart contract che con frequenza periodica impedirà eventuali fenomeni fraudolenti. Tutte queste e altre informazioni sono tracciate in blockchain da pOsti e EY, garantite e rese immediatamente fruibili e consultabili.

’’La nostra sfida è dare al consumatore ancora più fiducia sul cibo ricevuto a domicilio - commenta Virgilio Maretto, Co-Founder & CEO di pOsti - in particolare, abbiamo preso come riferimento le linee guida emanate dalla FIPE in termini di procedure di sicurezza che devono essere rispettare dai ristoratori e dai rider nelle fasi di preparazione, confezionamento e consegna e abbiamo lavorato ad una soluzione, affinché anche il piatto mangiato a casa sia degustato con la massima tranquillità. In questa maniera pOsti vuole continuare a promuovere la trasparenza della filiera agroalimentare anche in momenti di trasformazione epocale come quello che stiamo vivendo. La ricerca di nuove soluzioni e il lancio di nuovi servizi, oltre ad offrire una ulteriore attenzione e tutela al consumatore, possono diventare una vera occasione di rilancio e di ripresa per l’intero Paese.”

Fondamentale per trustdDelivery è stato l’utilizzo della blockchain, la tecnologia basata su un registro pubblico e distribuito, strutturato come una catena di blocchi dove le transazioni, una volta memorizzate, diventano immutabili. Inoltre, ogni acquisto è connesso alle verifiche tramite smart contract nel rispetto dei presidi di sicurezza di ciascun attore ed il ristoratore, il rider e lo stesso consumatore diventano copromotori di un consumo sicuro, a tutela di tutti gli attori della filiera.

Giuseppe Perrone - Bockchain HUB Mediterranean Leader di EY, sottolinea: “In questo periodo di emergenza sanitaria, come EY, abbiamo voluto supportare il settore della ristorazione attraverso l'infrastruttura EY OpsChain Traceability, garantendo trasparenza nelle attività di food delivery e avvicinandolo sempre di più al consumatore. Infatti, grazie alla tecnologia Blockchain di Ethereum i clienti potranno beneficiare della verifica delle corrette pratiche di sicurezza sanitaria adottate da ristoratori e rider.”

“Il nostro contributo a questa brillante iniziativa di pOsti e EY - dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe-Confcommercio - è per far crescere la consapevolezza dei ristoratori sull'importanza di esplorare nuovi segmenti di business e al contempo di comunicare al consumatore la sicurezza del cibo consegnato a casa. Ci aspetta un periodo complicato che dobbiamo affrontare con lungimiranza, ricerando anche nuove soluzioni commerciali, e TrustDelivery va proprio in questa direzione.”

A cura della redazione

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06 Aprile 2020

Pasqua in quarantena: la solidarietà corre sul filo della dolcezza

La colomba e le uova di cioccolato, dolci simbolo della tradizione dolciaria pasquale, quest’anno più che mai assumono un valore che va oltre l’aspetto goloso. Restiamo tutti a casa, ma senza rinunciare a celebrare una festività seppur in un periodo complicato. La solidarietà, dunque, passa anche attraverso il “cibo degli dei” e un impasto di uova, zucchero, lievito e farina. Pasticceri e maître chocolatier si impegnano per rafforzare gli shop online e far arrivare in tempo utile un pizzico di gioia nelle case dei clienti. In tanti, contemporaneamente, offrono anche un gesto di solidarietà.

Sal De Riso, celebre pasticcere della Costiera Amalfitana, arriva in aiuto dell’emergenza sanitaria e si impegna nel devolvere una parte del ricavato della vendita di colombe sul suo shop online agli ospedali campani. Dalla colomba classica alle versioni più golose, ogni 2kg di prodotto acquistato 10€ andranno al Cotugno di Napoli, al Ruggi d’Aragona di Salerno e all’ospedale Costa di Amalfi. Le colombe saranno recapitate senza spese di consegna aggiuntive.

Anche la Pasticceria De Vivo di Pompei (Na) sceglie di aiutare chi è in prima linea in un momento tanto critico e difficile per l’Italia. A sostegno della raccolta fondi promossa da Banca di Credito Cooperativo e da AICAST Imprese Italia, per ogni colomba acquistata sul suo shop online, verranno devoluti 10 euro a favore dell’Ospedale Cotugno e dell’Ospedale Pascale di Napoli.

Tra le fila dei pasticceri campani Pietro Macellaro, fondatore della Pasticceria Agricola Cilentana, porta un gesto di solidarietà ai malati di Covid-19 e invia 200 colombe agli ospedali Cotugno e Monaldi di Napoli. Un atto generoso per offrire un po’ di sollievo ai degenti in isolamento che trascorreranno la Pasqua lontani dagli affetti familiari.

La Colomba Olivieri 1882, premiata dal Gambero Rosso lo scorso anno come “Migliore d’Italia”, interamente artigianale e realizzata a mano, grazie alla vendita online sull’ecommerce ufficiale arriva sulle tavole di molti fortunati acquirenti. Per ogni colomba venduta una piccola somma sarà devoluta al reparto di rianimazione e terapia intensiva degli ospedali San Bortolo di Vicenza e Cazzavillan di Arzignano. La spedizione avviene senza spese accessorie.

Lo storico brand di ristorazione milanese - Peck - ha scelto di devolvere al Policlinico di Milano tutti i proventi derivanti dalle vendite, durante la settimana di Pasqua, delle Colombe che le famiglie sceglieranno per celebrare questa tradizione, nelle sue le varianti: la "Classica" e “Ai 3 cioccolati”. L’importo raccolto contribuirà a potenziare le nuove aree di Terapia Intensiva dell’Ospedale. Un aiuto che si aggiunge alla donazione di 100 colombe inviate all’Ospedale San Raffaele di Milano in segno di vicinanza e piccolo conforto a medici e infermieri.

L’azienda milanese Giovanni Cova & C. da molti anni a fianco della Fondazione Francesca Rava, in questa circostanza, ha contribuito con una donazione all'impegno della Fondazione per l'acquisto di attrezzature per il nuovo reparto di terapia intensiva aggiuntiva del Policlinico di Milano e ha donato 4mila colombe al personale del Policlinico di Milano e ai reparti Covid degli Ospedali Sacco di Milano e Papa Giovanni XXIII di Bergamo come gesto di vicinanza

Se per sentire più vicini parenti e amici lontani, la videochiamata è lo strumento più gettonato, la Pasticceria Clivati 1969 di Milano lancia la “colomba condivisa”. Ovvero, la possibilità di acquistare un’unica colomba da condividere con amici o parenti lontani. Un modo per sentirsi a tavola tutti insiemi mangiando lo stesso e identico dolce pasquale. Il servizio è disponibile sui principali servizi di delivery, mezza colomba la ordinate per voi l’altra metà la inviate a chi preferite. Un’idea che aiuta anche ad evitare gli sprechi di cibo.

Bodrato Cioccolato ha potenziato l’e-commerce per la vendita a distanza delle sue uova pasquali artigianali a  base di cioccolato piemontese e prende parte ad un'iniziativa benefica: donerà parte del ricavato ottenuto dalla vendita delle uova di Pasqua, a sostegno del progetto “doposcuola a distanza” che supporta bambini e famiglie durante l’emergenza, ideato e portato avanti dall’associazione no profit Helpcode. Le uova, al latte o fondente da 250 grammi sono vendute al prezzo speciale di 7,50 euro l’una.

Anche i grandi marchi si sono impegnati con donazioni e iniziative che coinvolgono tanti ospedali italiani, da nord a sud. Paluani dona 4000 colombe pasquali al personale sanitario dei reparti di terapia intensiva degli ospedali di Milano, Brescia, Roma, Napoli, Palermo in segno di ringraziamento.
E l’azienda proprietaria dei marchi Galbusera e Tre Marie, oltre alla donazione spontanea di 300 mila euro agli ospedali Fatebenefratelli Sacco di Milano e Valtellina Alto Lario, devolverà 3 euro per ogni Colomba acquistata sullo shop online o nei suoi spacci.

 

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31 Marzo 2020

Digitale solidale

Il “delivery intelligente” di MyCIA

Avete mai sentito parlare di Carta d’Identità Alimentare? Si tratta di MyCIA, l’app italiana food-tech, un documento digitale in cui gli utenti registrano le loro esigenze alimentari come intolleranze, allergie o gusti personali e possono condividerle con un network di ristoratori.
Scaricabile gratuitamente su AppleStore e GooglePlay, in pochi click ti dice dove mangiare il tuo piatto preferito o quello che desideri nel rispetto delle tue esigenze alimentari. Basta indicare se si vuole mangiare con pochi grassi, pochi zuccheri o poco sale e individuare i piatti dei ristoranti che rispettano questa ricerca specifica.

MyCIA, progetto ideato dall’imprenditore Pietro Ruffoni, CEO HealthyFood, in questo momento così complicato per tutto il settore della ristorazione, lancia una nuova funzionalità, il “delivery intelligente”(https://www.cartaidentitalimentare.com/delivery/).
In modo del tutto gratuito, gli esercenti che si registrano su MyCIA possono dare visibilità al servizio di consegna a domicilio che attuano, sia in termini di ristorazione che di generi alimentari ordinabili, pubblicando i menù o le liste prodotti dedicati all’asporto. Inoltre, la digitalizzazione del menù, consente al ristoratore di condividerlo direttamente dall’App, tramite link dedicato, su WhatsApp.

Gli utenti della piattaforma visualizzano direttamente tramite App i ristoranti che possono consegnare piatti e prodotti compatibili con la Carta d’Identità Alimentare di chi effettua la ricerca. Anche per i dettaglianti che entreranno nella piattaforma, l’algoritmo darà la precedenza, in termini di visualizzazioni, ai negozi che pubblicano la loro lista prodotti incrociandola con le esigenze alimentari di fa la ricerca.

In un momento così drammatico ci è sembrato doveroso mettere in campo un nuovo strumento che potesse aiutare con ancora maggiore efficacia e rapidità i ristoratori, e gli alimentaristi più in generale a cui ci apriamo per la prima volta, a raggiungere il loro pubblico che poi siamo tutti noi” spiega Pietro Ruffoni CEO di HealthyFood e ideatore del network. “In queste ultime settimane - aggiunge l’imprenditore vicentino - abbiamo assistito alla nascita di tanti portali dedicati al delivery con elenchi di ristoranti, negozi di alimentari, ecc., con più o meno filtri da selezionare, o ricerche manuali da fare tramite CAP. Il delivery intelligente di MyCIA nasce proprio per facilitare al massimo l’esperienza dell’utente e dare visibilità agli sforzi di esercenti, ristoratori e negozianti eroici che non si arrendono alla crisi e forniscono un servizio essenziale a tutti noi. Non poteva mancare il nostro supporto agli sforzi che tutti loro stanno facendo”.

Anche Fipe approva l’iniziativa utile per ristoratori e utenti: “Guardiamo sempre con interesse e attenzione – commenta Roberto Calugi, Direttore Generale di Fipe Confcommercio – a tutte quelle iniziative che in un momento drammatico come questo mettono a disposizione delle imprese della ristorazione strumenti utili a mantenere viva la fiammella dell’attività”.

I ristoratori e i negozianti interessati ad aderire all’iniziativa di solidarietà lanciata da MyCIA possono registrarsi a questo link.

A cura della redazione