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18 Giugno 2021

Come si riconosce un caffè di qualità?

Caffè: dalle origini alla tazzina

Bere una tazzina di caffè è un gesto quotidiano che ognuno di noi dà quasi per scontato. Ma cosa si nasconde dietro a una delle bevande più amate e diffuse al mondo? Innanzi tutto il lavoro di milioni di contadini: per questo il consumo del caffè dovrebbe partire, in primis, dalla consapevolezza. Occorrerebbe imparare a distinguere tra Arabica e Robusta e imparare a chiedere, quando si è al bar, che tipologie di espresso stanno preparando. Già, perché questo rappresenta uno dei primi fattori in grado di indicare se ciò che si beve è un caffè di qualità o meno. Arabica e Robusta sono due specie botaniche diverse: la prima, più pregiata, viene coltivata ad alta quota dove la maturazione dei frutti avviene a temperature moderate mentre l’escursione termica e l’alternarsi delle stagioni secca e piovosa favoriscono lo sviluppo degli aromi. La Robusta invece, molto più resistente alle malattie, cresce non oltre gli 800 metri di altitudine: solitamente nel mercato italiano queste due specie vengono miscelate e la Robusta è molto diffusa nei nostri bar soprattutto per il suo prezzo inferiore.

L'espresso perfetto

La prima regola per sapere se quell’euro speso quasi sovrappensiero può essere in grado di farci sognare o meno è dunque quella di chiedere cosa ci stanno servendo. In una tazza di caffè espresso sono infatti presenti il doppio delle sostanze aromatiche volatili di un bicchiere di vino rosso: non ci si può limitare a un gesto compulsivo e basta, occorre donargli attenzione. Ma come si fa a riconoscere quando un caffè espresso è di qualità? Oltre a chiedere che miscela si sta bevendo, occorre osservate la crema: un espresso è perfetto se la crema è color nocciola con striature più scure, se ha uno spessore non inferiore ai 2 mm con bolle d’aria piccole e quasi invisibili e se persiste almeno due minuti.

Il caffè e i diversi metodi di estrazione

In Italia negli ultimi anni si sta assistendo alla diffusione di caffè monorigine e all’interesse verso la proposta internazionale di servire caffè realizzati con altri metodi rispetto al nostro espresso: dal filtro all’orientale, dal french press al cold brew. Anche questi sono nuovi modi per approcciarsi al caffè con occhi diversi, per essere curiosi di fronte a una tazzina e per imparare a riconoscerne e valorizzarne le singole caratteristiche.

Lavorare nel mondo della caffetteria

Con il Corso di Caffetteria per Maître del Caffè, Congusto forma esperti conoscitori della materia prima e della bevanda: dall'espresso agli speciality coffee. Un percorso di formazione innovativo che vede la regia di un grande esperto come Gianni Tratzi, consulente milanese e founder di Mezzatazza Consulting.

 

 A cura di Sarah Scaparone

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